15 luglio 2014

La Mafia Uccide Solo d'Estate - Recensione

Nel suo primo lavoro da regista Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, ci regala una pellicola in salsa agrodolce, una commedia che diverte e commuove.
Il filo conduttore del film è l'infatuazione di Arturo per la sua allora compagna di banco Flora; una storia d'amore che altro non è che il pretesto per raccontare gli episodi di cronaca accaduti in Sicilia tra gli anni '70 e '90. Il protagonista, infatti, nasce e cresce a Palermo e attraverso il suo sguardo innocente, tipico di ogni bambino, scopriamo cosa significhi davvero convivere con la mafia in una città dove regna l'omertà: alla domanda sul perché la gente viene ammazzata gli adulti rispondono «che è tutta questione di femmine»
Nel raccontare questa storia, Pif prende spunto dalla sua vita personale, ma più in generale dalle esperienze dei molti palermitani costretti a confrontarsi con il mondo mafioso. Questo lungometraggio riesce a mettere in luce la potenza della mafia, che penetra di nascosto nella vita di tutti i giorni, obbligando ogni personaggio a trovare un equilibrio per cercare di far convivere aspetti della vita assai diversi: esperienze quotidiane, come innamorarsi e andare a scuola, con le crude uccisioni. Nel prosieguo del film si nota anche la mutazione della città di Palermo, passando dall'assordante silenzio che quasi giustifica la mafia sino alla ribellione dei cittadini che partecipano con trasporto ai funerali del Generale Dalla Chiesa.
Passando alle note artistiche, Pif si è portato dietro la voce fuori campo che usa nel Testimone, espediente che non convince del tutto in quanto rende delle scene, di per sé piene di forza espressiva, molto didascaliche senza esserci, per altro, delle esigenze giornalistiche a giustificarlo. Altro aspetto che stona sono certi elementi lasciati sullo sfondo, in primis il fratello del protagonista che appare solo nella scena dell'ospedale per poi finire nell'oblio. Al regista il talento comunque non manca, forse non ha ancora trovato un linguaggio che traduca efficacemente il suo sguardo, ma questo come la tecnica si può acquisire col tempo.
Ricapitolando, "La mafia uccide solo d'estate" è un film che fa sicuramente riflettere, che parla della nostra storia e di quella di uomini e donne che hanno combattuto fino alla morte. Tutto questo però non è trattato in maniera pesante, l'intento e sì quello di far pensare, ma con un sorriso e divertendo. Chi l'ha detto che non si possono affrontare temi spinosi e importanti con una nota di umorismo? Non manca poi l'aspetto più serio, difficile per esempio non commuoversi per il finale del film, che ovviamente non racconto, ma che merita di essere visto, per cui consiglio, a chi non l'avesse già fatto, di recuperare questa piccola chicca del cinema italiano.
Chiudo questa mia recensione con le parole dello stesso regista, Pif, che mi sembra racchiudano efficacemente certi significati che il film trasmette: «La "sveglia" a me come a quelli della mia generazione ce l’hanno data le stragi del ’92, le morti di Falcone e Borsellino. Inconsciamente tutte le persone uccise dalla mafia ti spingono a fare delle scelte. Ed è grazie a loro che le conseguenze di queste scelte oggi non sono più violente. Ad esempio: io ho girato il mio film a Palermo senza pagare il pizzo a nessuno. Se l’ho fatto è grazie a chi è venuto prima di me»
-D.R.Cobb-

8 luglio 2014

Diario di un Seduttore - Recensione -

Johannes e Cordelia sono i protagonisti di questo estratto filosofico intitolato "Diario di un Seduttore" tratto dal famoso AutAut di Kierkegaard. La trama è abbastanza banale se non fosse per la spiccata intelligenza del protagonista che ci induce a continuare la lettura. Anche se la protagonista femminile è sporadicamente presente e poco sviluppata, la controparte maschile riesce comunque a offendere il suo essere donna prendendo in considerazione la femminilità solo nel senso puramente fisico. Non trattandosi però di un romanzo ma appunto di un trattato filosofico possiamo sorvolare sulla trama e la storia per concentrarci sul pensiero e le convinzioni del suo ideatore.
Secondo Kierkegaard il modo d'essere proprio dell'uomo è l'esistenza che a sua volta è sinonimo di possibilità e scelta: l'essere umano esiste perchè costantemente sceglie. L'esistenza viene percepita come una successione di alternative che fanno parte della sua natura per questo motivo l'uomo in quanto esiste sceglie. L'autore ci spiega la sua filosofia esistenzialista mostrandoci le tre scelte di vita che l'uomo può compiere: vivere da esteta nella continua ricerca del piacere, vivere una vita etica dedicandosi alla morale convenzionale e vivere una vita puramente religiosa che rappresenta l'unica scelta possibile per chi vuole realizzarsi pienamente.
Il libro in questione tratta il primo stadio, ovvero quello estetico. L'esteta è un seduttore che vuole costantemente vivere nell'attimo, nel momento ricercando una fonte di piacere che però svanisce ogni qual volta il desiderio viene esaudito. L'immagine dell'esteta ci viene descritta come se egli fosse un cacciatore paziente che osserva la propria preda per non sciuparla e per riuscire a godere di lei al massimo attendendo il momento opportuno per attaccare. La sua elegante figura riesce a manipolare ogni situazione a suo favore grazie al fascino che emana lasciando le sue povere vittime in uno stadio confusionale. Il suo non è un godimento puramente carnale ma soprattutto spirituale ed intellettuale. L'esteta è diverso dal volgare seduttore perchè quest'ultimo cerca solamente di soddisfare i propri istinti animali, mentre l'esteta è molto più subdolo in quanto vuole nutrirsi soprattutto "dell'anima" delle sue vittime per poi cancellarle dalla sua esistenza.
Secondo Kierkegaard questo tipo di vita prima o poi diventerà insufficiente, monotona e senza senso manifestando così i primi sintomi della disperazione che ha sempre abitato nell'esteta. La costante insoddisfazione che ha portato a questa scelta di vita mostrerà ciò che essa è realmente: un illusione.
Questo è ciò su cui ci vuole far riflettere il filosofo: egli ci descrive minuziosamente, per mezzo di un diario, le fasi di corteggiamento dell'esteta Johannes a scapito della povera Cordelia per farci provare un senso di disgusto nei confronti di questo particolare stile di vita. Nelle opere estetiche di Kierkegaard egli sottolinea sempre come i fascinosi esteti debbano in realtà essere un esempio da  evitare totalmente, ma la sua scrittura persuasiva ci porta a provare sentimenti quasi contrari alle sue aspettative e, anzi, qualche volta sembrerebbe che egli per primo abbia provato i piaceri di cui parla. Potremmo ipotizzare che in quanto filosofo e "studioso della vita" egli avrebbe potuto sperimentare tale tipologia di esistenza alla pari di uno scienziato che sperimenta le proprie teorie, oppure semplicemente potrebbe essere caduto in tentazione per poi pentirsi di tale scelta e rivolgersi verso una variante più casta, alcuni vociferano sulle somiglianze tra il testo e la sua vita privata con Regina Olsen ma non ci sono prove tangibili per poter affermare con sicurezza tali supposizioni.
Il filosofo danese era un uomo afflitto da una grande malinconia, introverso e strambo ma molto intelligente e brillante, come spesso capita in questi casi, ed è anche questo uno dei motivi per cui non possiamo parlare di autobiografia ma avvicinarci a questo testo attreverso le volontà del suo stesso autore.

- Valheesy -

30 maggio 2014

Premio Campiello 2014

Oggi Venerdì 30 Maggio 2014 a Padova sono stati scelti i cinque finalisti del Premio letterario Campiello promosso da Confindustria Veneto:

1. Michele Mari con "Roderick Duddle" (Einaudi) primo della lista con 8 voti.









2. Mauro Corona con "La Voce Degli Uomini Freddi" (Mondadori) con 6 voti.









3. Giorgio Fontana con "Morte Di Un Uomo Felice" (Sellerio) con 6 voti.









4. Fausta Garavini con "Le Vite Di Monsu' Desiderio" (Bompiani) passata con la seconda votazione.








5. Giorgio Falco con "La Gemella H" (Einaudi) passato alla seconda votazione.









La Giuria di quest'anno è presieduta da Monica Guerritore e composta da Riccardo Calimani, Philipper Daverio, Paola Italia, Nicoletta Maraschio, Luigi Matt, Salvatore Silvano Nigro, Ermanno Paccagnini, Silvio Ramat, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo.

Il Premio Campiello Opera Prima è andato a Stefano Valenti con "La Fabbrica del Panico" (Feltrinelli). 

27 maggio 2014

Fuori Scena - Recensione -

Gina Lagorio è uno degli esempi più raffinati di letteratura di genere in Italia, la sua costante ricerca della conoscenza ci ha potuto offrire una moltitudine di opere tra poesia, narrativa, teatro e critica.
I suoi romanzi affrontano la quotidiana drammaticità della vita con temi quali il rapporto madre - figlia, l'amore per la terra natia delle Langhe e un naturale bisogno di autoanalisi su temi esistenziali come la morte, l'amore e la continua ricerca della verità. 
"Fuori Scena" è un romanzo del 1979 dove la nostra scrittrice fa ampio sfoggio delle sue abilità e della sua scelta stilistica.
La protagonista Elena è un'attrice di successo fidanzata con Marco, un amante egoista e infedele, con cui condivide una casa assieme anche alla figlia Nora, nata dopo un matrimonio fallito.
Elena ha vissuto la sua infanzia a Cherasco, dove ritornerà per sfuggire alla frenetica ma noiosa vita di Roma, e dove incontrerà il suo caro amico Dino.
L'amore sarà una costante drammatica di questo meraviglioso libro con la quale l'autrice, attraverso la protagonista femminile Elena, ci condurrà per mano in un vortice di riflessioni atti a far riflettere a sua volta il lettore stesso sulla vita e le sue emozioni.
Elena a Roma vive come se continuasse un'infinita recita, tutto intorno a lei le sembra falso e informe, anche la sua salute sembra voler contribuire ad alimentare questo caos. L'attrice così decide di tornare a Cherasco, il suo paese natale. Una nuova Elena fiorisce tra i ricordi della sua infanzia condivisi con Dino, il suo più caro amico alter ego dell'amante Marco. L'aria del paese sembra aver installato un barlume di giovane speranza nel cuore della bella Elena: migliora il rapporto con sua figlia Nora e pian piano si convince della falsità del sentimento condiviso con Marco.
Elena percepisce che quel viaggio ha cambiato qualcosa in lei, il paese della sua giovinezza è l'emblema della sua felicità. Nella terra natale, nella solidità delle sue radici la protagonista ha potuto trovare l'ispirazione per cominciare il viaggio verso la sua felicità più intima. Per Dino invece il paese resta simbolo di conservazione e difesa contro il progresso e nido di ricordi vecchi, stanchi quanto se stesso. Elena sfrutterà l'essenza del paese per ringiovanire e accedere al segreto dell'esistenza, della verità e del divino, mentre Dino resterà chiuso in una filosofia deleteria di morte.
Il titolo "Fuori Scena" si tramuta facilmente in una metafora che porta la protagonista ancora fragile fuori dal mondo fasullo del teatro e della mondanità trasportandola alle sue origini come donna forte e cosciente di sè.
Gina Lagorio è brillante nella sua scrittura chiara e concisa con cui riesce a descrivere argomenti così astratti come i sentimenti. Il vero protagonista del romanzo, infatti, è proprio il sentimento concepito come quel soggetto che che ci fa sentire, percepire il nostro essere vivi.
L'amore per le proprie origini come memoria costante di sè, il rapporto madre - figlia prima amaro poi dolce e il sentimento sofferto e dolorante di due amanti sono la malinconica cornice di "Fuori Scena" che rendono questo testo un romanzo pieno e completo.

- Valheesy -

6 maggio 2014

To Rome With Love - Recensione

A dare giudizi sintetici si sbaglia sempre, è giusto motivare ogni critica, bella o buona che sia, eppure questo film si presta ad una valutazione sommaria: brutto. 
È strano dirlo, visto che si parla di Woody Allen, certamente normale, altrimenti l'assioma "anche i migliori sbagliano" verrebbe clamorosamente smentito. 
Ad ogni modo, dato che ci piace essere esaustivi, passiamo all'analisi dettagliata.
To Rome With Love crea una stupenda cartolina della Città Eterna, grazie alla calda fotografia di Darius Khondji. Purtroppo le note positive si chiudono qua, sempre se non contiamo due o tre battute riuscite di Allen che, in una commedia, risultano poche; indubbiamente più un difetto che un pregio.
Ciò che sorprende di più in questo film, negativamente, è la trama in sé, un intreccio di storie banali e non divertenti, oltre alla scarsa caratterizzazione dei personaggi, cosa nel quale il cineasta statunitense è in realtà maestro. I soggetti risultano ridicoli e stereotipati: abbiamo la classica madre italiana, in stile anni 50, che difende il figlio maschio a spada tratta; una coppia di ingenui sposini provincialotti del tutto anacronistici (per quanto possa essere un omaggio alla nostra commedia anni 60), in aggiunta cornuti e contenti; un accenno di alta borghesia snob accompagnata da studenti intellettualoidi; per concludere, un'accozzaglia di ladruncoli, popolani e immancabili accenti pseudo meridionali.
Anche le musiche non convincono, così come i luoghi, altamente turistici, e il cast che, salvando Benigni e qualche buona interpretazione degli statunitensi, pesca dai Cesaroni così come da fiction e film di scarso valore. 
Per fortuna troviamo anche qualcosa del solito Allen, dalla pioggia che crea intimità alle nevrosi, la scoperta del sesso e i tradimenti; arriva addirittura ad auto citarsi con la malinconia di Melpomene. Il film resta però debole, una rappresentazione, tutta a stelle e strisce, di ciò che è Roma e il nostro Paese con una visione puramente da regista-turista. Certo l'intenzione è abbastanza chiara dato l'avvio del film, "Nel blu dipinto di blu" e il vigile che accoglie lo spettatore e pronto a fargli da guida tra le storie che egli osserva. Debole è anche la giustificazione di Woody Allen secondo cui To Rome With Love doveva essere solo un'opera di puro intrattenimento, senza intenti critici, dove si è fatto trasportare dall'energia dei luoghi. 
Alla fine del film, che arriva come una sorta di liberazione, giunge comunque la speranza che il regista statunitense ci riprovi; un personaggio ci svela che ci sono ancora molte altre storie da raccontare su Roma e che forse, in futuro, lo farà. In tal caso, ci auguriamo che Allen ritrovi la vera ispirazione e rimetta i panni di cineasta di talento, regalandoci così un'opera degna di lui e della nostra Capitale. 

-D.R.Cobb-

2 maggio 2014

Il Potere e La Gloria - Recensione -

Il torrido Messico degli anni '40, la libertà di esprimere il nostro essere e le scelte che la vita ci costringe a fare sono i temi principali di questo dramma.
L'afa soffocante e un sole spietatamente caldo fanno da sfondo a Il Potere e La Gloria di Graham Greene dove impareremo ad amare un prete che si confronterà con il suo essere uomo e con una guerra che, prima di essere sociale e politica, è privata e spirituale. Il percorso di una persona altamente religiosa caduta nella tentazione dei vizi che ci accolgono ogni giorno: la lussuria e l'alcool sono i peccati che tormenteranno il Padre dell'acquavite. la particolarità di questo personaggio sta proprio nella sua umanità, come Gesù si è fatto uomo anche il prete cade nelle debolezze tipiche della nostra natura, debolezze che però lo rendono più vero di molti altri clericali. Non tutti amano il passato deprorevole di quest'uomo, tutti gli puntano il dito contro, ma quando anche l'ultimo prete avrà lasciato la sua fede sarà lui l'unico a poter confessare l'anima del prossimo corpo morente. Viene accolto nei villaggi mentre scappa da una realtà che non lo vuole, ma incontrerà Giuda colui che tradirà la sua fiducia. Il meticcio dai canini sporgenti è un personaggio importante che farà riflettere ancora di più il protagonista sul suo cammino terreno e spirituale, anche la figlia sicura di sè e disinibita farà tribolare le sue notti insonni. 
Il mondo di Greene è un mondo senza Dio dove ogni buon uomo è abbandonato a se stesso senza perdoni o redenzioni ma in balia dei peccati e del senso di colpa. Leggere questo libro significa guardare e capire il percorso religioso di un umile cristiano, aprire gli occhi difronte alla spietata realtà della dittatura come sinonimo di assenza di libertà e vedere realmente la fine di ogni cosa perchè nessuno capisce meglio la morte di chi la guarda in faccia ogni giorno.

- Valheesy -

14 aprile 2014

Festa di San Giorgio - Libri e Rose

Dal 23 al 27 Aprile 2014 a Fossano ci sarà la terza edizione della Festa di San Giorgio - Libri e RoseQuesta celebrazione catalana ha origine dalla eroica impresa che vede San Giorgio come protagonista: egli infatti riesce ad uccidere il mostruoso drago salvando così la principessa da morte certa. Sant Jordi ora è celebrato in tutta la Spagna come il Patrono degli innamorati.
Durante la manifestazione non si regalano solo rose, le donne ricambieranno il gesto donando all'amato un libro. Il 23 Aprile infatti è un giorno in cui si ricordano le morti di famosi scrittori: Miguel de Cervantes, Josep Pla e William Shakespeare. L'UNESCO inoltre ha proclamato questa data come "Giornata Mondiale del Libro e dei Diritti d'autore".
L'Osservatorio Fossanese promuoverà questa festa e la cultura locale grazie ad una mostra di poeti, scrittori ed artisti che si svolgerà nel Castello degli Acaja.

Ecco il programma:

- 23 Aprile
Inaugurazione della celebrazione presso il Castello degli Acaja;
Presentazione della locandina della festa realizzata da Ada Perona;
Presentazione delle Case Editrici della zona e dei loro autori;
Presentazione dell'ONAS con rinfresco.

- 24 Aprile
Presentazione del libro “Convivio” con Flavio Vacchetta, Egidio Belotti e Franco Blandino.

- 25 Aprile
Presentazione dell'opera Il Grillo Talpa” di Michele Bracciotti;
Presentazione dell'opera "Teste Calde – Benzina a 98 ottani” di Aurelio Costantino e Lucio Maria Morra;
Presentazione dell'opera Il Prete Che Voleva Modellare I Santi”  e “L’Amore Più Grande” di Rosalba Serale e Gianpiero Petitti;
Presentazione dell'opera Il Volo Delle Farfalle” di Simona Baudino.

- 26 Aprile 
Premiazione del Concorso di Pittura "Il Sogno";
Autori in un Tweet – riflessioni e letture degli autori dei libri in mostra.

- 27 Aprile
Chiusura della mostra.

Durante la manifestazione si potrà visitare il castello con l'ausilio di guide e video.