18 settembre 2013

Watchmen - Recensione

Dopo molti tentativi di vari registi, finalmente, nel 2009, Zack Snyder (300 e L'alba dei Morti Viventi) riesce a portare al cinema Watchmen, adattamento del romanzo grafico di Alan Moore. Ciò che ne risulta è un film epico, atipico e paradossale. Le atmosfere sono piuttosto cupe e si assiste a un crescendo di rabbia e violenza, rimanendo così molto fedele all'opera originale. 
La storia narra le vicende di un gruppo di supereroi, gli Watchmen, impegnato a smascherare un complotto volto a uccidere e screditare tutti i membri della squadra, sia del passato che del presente. Insieme dovranno, inoltre, sventare un piano oscuro che sta mettendo in pericolo l'intera umanità.
Nonostante una forte impronta fantascientifica e l'ambientazione in un 1985 alternativo, il tutto appare piuttosto reale, grazie anche a ottimi effetti visivi che aiutano a rendere plausibile il mondo creato da Moore. 
La pellicola si mostra piuttosto brillante, anche se a volte si perde nello stile narrativo tipico dei comics, e in qualche momento risulta essere anche molto divertente. Il tutto è accompagnato da una meravigliosa colonna sonora, con brani di Jimi Hendrix, Bob Dylan e Simon & Garfunkel a scandire i momenti salienti.
Un film riflessivo e introspettivo, che sorprende lo spettatore. Chi guarda non deve aspettarsi un classico blockbuster sui supereroi. Quelli che vengono mostrati non sono indistruttibili, vincenti e perfetti come si è abituati a vedere; essi sono molto più umani e fallibili, forti ma non invulnerabili, con difetti, vizi e peccati.
Una piccola lacuna sta nel finale, dove lo spettatore può accusare un po' di disorientamento. 
Film indubbiamente da non perdere, soprattutto per chi ama i lungometraggi sui supereroi, ma un po' stanco di vedere integerrimi e infallibili paladini della giustizia.

-D.R.Cobb-

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